| Impianti
fotovoltaici (dal ministero dell'ambiente) |
Sviluppata alla fine degli anni 50 nell'ambito
dei programmi spaziali, per i quali occorreva disporre di una
fonte di energia affidabile ed inesauribile, la tecnologia fotovoltaica
(FV) si va oggi diffondendo molto rapidamente anche per applicazioni
terrestri, come l'alimentazione di utenze isolate o gli impianti
installati sugli edifici e collegati ad una rete elettrica preesistente.
Il funzionamento dei dispositivi fotovoltaici si basa sulla
capacità di alcuni materiali semiconduttori, opportunamente
trattati, di convertire l'energia della radiazione solare in
energia elettrica in corrente continua senza bisogno di parti
meccaniche in movimento.
Il materiale semiconduttore quasi universalmente impiegato oggi
a tale scopo è il silicio.
Il componente base di un impianto FV è la cella fotovoltaica,
che è in grado di produrre circa 1,5 Watt di potenza
in condizioni standard, vale a dire quando essa si trova ad
una temperatura di 25 °C ed è sottoposta ad una potenza
della radiazione pari a 1000 W/m². La potenza in uscita
da un dispositivo FV quando esso lavora in condizioni standard
prende il nome di potenza di picco (Wp) ed è un valore
che viene usato come riferimento. L'output elettrico reale in
esercizio è in realtà minore del valore di picco
a causa delle temperature più elevate e dei valori più
bassi della radiazione. Più celle assemblate e collegate
tra di loro in una unica struttura formano il modulo fotovoltaico.
Il modulo FV tradizionale è costituito dal collegamento
in serie di 36 celle, per ottenere una potenza in uscita pari
a circa 50 Watt, ma oggi, soprattutto per esigenza architettoniche,
i produttori mettono sul mercato moduli costituiti da un numero
di celle molto più alto e di conseguenza di più
elevata potenza, anche fino a 200 Watt per ogni singolo modulo.
A seconda della tensione necessaria all'alimentazione delle
utenze elettriche, più moduli possono poi essere collegati
in serie in una "stringa". La potenza elettrica richiesta
determina poi il numero di stringhe da collegare in parallelo
per realizzare finalmente un generatore fotovoltaico.
Il trasferimento dell'energia dal sistema fotovoltaico all'utenza
avviene attraverso ulteriori dispositivi, necessari per trasformare
ed adattare la corrente continua prodotta dai moduli alle esigenze
dell'utenza finale. Il complesso di tali dispositivi prende
il nome di BOS (Balance of System). Un componente essenziale
del BOS, se le utenze devono essere alimentate in corrente alternata,
è l'inverter, dispositivo che converte la corrente continua
in uscita dal generatore FV in corrente alternata

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