14. Verifiche
1. Per eseguire i collaudi, ove previsti, e per accertare la
conformità degli impianti alle disposizioni della presente
legge e della normativa vigente, i comuni, le unità sanitarie
locali, i comandi provinciali dei vigili del fuoco e l'Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL)
hanno facoltà di avvalersi della collaborazione dei liberi
professionisti, nell'ambito delle rispettive competenze, di
cui all'articolo 6, comma 1, secondo le modalità stabilite
dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 15.
2. Il certificato di collaudo deve essere rilasciato entro
tre mesi dalla presentazione della relativa richiesta.
15. Regolamento di attuazione
1. Entro sei mesi dala data di entrata in vigore della presente
legge è emanato, con le procedure di cui all'articolo
17 della legge 23 agosto 198, n. 400, il regolamento di attuazione.
Nel regolamento di attuazione sono precisati i limiti per i
quali risulti obbligatoria la redazione del progetto di cui
all'articolo 6 e sono definiti i criteri e le modalità
di rdazione del progetto stesso in relazione al grado di complessità
tecnica dell'installazione degli impianti, tenuto conto dell'evoluzione
tecnologica, per fini di prevenzione e sicurezza.
2. (abrogato dall'art. 7, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392)
3. (abrogato dall'art. 7, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392)
16. Sanzioni
1. Alla violazione di quanto previsto dall'articolo 10 consegue,
a carico del committente o del proprietario, secondo le modalità
previste dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 15,
una sanzione amministrativa da lire centomila a lire cinquecentomila.
Alla violazione delle altre norme della presente legge consegue,
secondo le modalità previste dal medesimo regolamento
di attuazione, una sanzione amministrativa da lire un milione
a lire dieci milioni.
2. Il regolamento di attuazione di cui all'articolo 15 determina
le modalità della sospensione delle imprese dal registro
o dall'albo di cui all'articolo 2, comma 1, e dei provvedimenti
disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi
albi, dopo la terza violazione delle norme relative alla sicurezza
degli impianti, nonchè gli aggiornamenti dell'entità
delle sanzioni amministrative di cui al comma 1.
17. Abrogazione e adeguamento dei regolamenti comunali e regionali
1. I comuni e le regioni sono tenuti ad adeguare i propri regolamenti,
qualora siano in contrasto con la presente legge.
18. Disposizioni transitorie (omissis)
19. Entrata in vigore (omissis)
D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447
Regolamento di attuazione legge n. 46 del 1990, in materia di
sicurezza degli impianti
1. Ambito di applicazione
1. Per edifici adibiti ad uso civile, ai fini del comma 1 dell'art.
1 della legge 5 marzo 1990, n. 46, di seguito
denominata "legge", si intendono le unità immobiliari
o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio
professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni,
circoli o conventi e simili.
2. Sono soggetti all'applicazione della legge, per quanto concerne
i soli impianti elettrici di cui all'art. 1, comma 1,
lettera a), della legge, anche gli edifici adibiti a sede di
società, ad attività industriale, commerciale
o agricola o
comunque di produzione o di intermediazione di beni o servizi,
gli edifici di culto, nonchè gli immobili destinati ad
uffici, scuole, luoghi di cura, magazzini o depositi o in genere
a pubbliche finalità, dello Stato o di enti pubblici
territoriali, istituzionali o economici.
3. Per impianti di utilizzazione dell'energia elettrica si
intendono i circuiti di alimentazione degli apparecchi
utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti
elettrici delle macchine, degli utensili, degli
apparecchi elettrici in genere. Nell'ambito degli impianti elettrici
rientrano anche quelli posti all'esterno di edifici se
gli stessi sono collegati ad impianti elettrici posti all'interno.
Gli impianti luminosi pubblicitari rientrano altresì
nello
stesso ambito qualora siano collegati ad impianti elettrici
posti all'interno.
4. Per impianto radiotelevisivo ed elettronico si intende la
parte comprendente tutte le componenti necessarie alla
trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati ad installazione
fissa funzionanti in bassissima tensione, mentre
tutte le componenti funzionanti a tensione di rete nonchè
i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da
ritenersi appartenenti all'impianto elettrico. Per gli impianti
telefonici interni collegati alla rete pubblica, continua ad
applicarsi il decreto 4 ottobre 1982 del Ministro delle poste
e delle telecomunicazioni, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 1983, con riferimento all'autorizzazione,
all'installazione e agli ampliamenti degli
impianti stessi.
5. Per impianto del gas a valle del punto di consegna si intende
l'insieme delle tubazioni e dei loro accessori dal
medesimo punto di consegna all'apparecchio utilizzatore, l'installazione
ed i collegamenti del medesimo, le
predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione del
locale dove deve essere installato l'apparecchio, le
predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico all'esterno
dei prodotti della combustione.
6. Per impianti di protezione antincendio si intendono gli
idranti, gli impianti di spegnimento di tipo automatico e
manuale nonchè gli impianti di rilevamento di gas, fumo
e incendio.
2. Requisiti tecnico-professionali
1. Con la dizione "alle dirette dipendenze di un'impresa
del settore" di cui all'art. 3, comma 1, lettere b) e c),
della
legge deve intendersi non solo il rapporto di lavoro subordinato
ma altresì ogni altra forma di collaborazione tecnica
continuativa nell'ambito dell'impresa artigiana da parte del
titolare, dei soci o dei familiari.
3. Certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali
(abrogato dall'art. 7, d.P.R.
n. 392 del 1994)
4. Progettazione degli impianti
1. Fatta salva l'applicazione di norme che impongono una progettazione
degli impianti, la redazione del progetto di
cui all'art. 6 della legge è obbligatoria per l'installazione,
la trasformazione e l'ampliamento dei seguenti impianti:
a) per gli impianti elettrici di cui all'art. 1, comma 1, lettera
a), della legge, per tutte le utenze
condominiali di uso comune aventi potenza impegnata superiore
a 6 kW e per utenze domestiche di
singole unità abitative di superficie superiore a 400
mq; per gli impianti effettuati con lampade
fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici,
per i quali è obbligatorio il progetto e in
ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200
VA rese dagli alimentatori;
b) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 2, della legge
relativi agli immobili adibiti ad attività
produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando
le utenze sono alimentate a tensione
superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando
le utenze sono alimentate in bassa
tensione qualora la superficie superi i 200 mq;
c) il progetto è comunque obbligatorio per gli impianti
elettrici con potenza impegnata superiore o
uguale a 1,5 kW per tutta l'unità immobiliare provvista,
anche solo parzialmente, di ambienti
soggetti a normativa specifica del Comitato elettrotecnico italiano
(CEI), in caso di locali adibiti ad
uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o maggior
rischio di incendio;
d) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 1, lettera b),
della legge, per gli impianti elettronici in
genere, quando coesistono con impianti elettrici con obbligo
di progettazione nonchè per gli
impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di
volume superiore a 200 mc dotati di
impianti elettrici soggetti a normativa specifica CEI o in edifici
con volume superiore a 200 mc e con
un'altezza superiore a 5 metri;
e) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 1, lettera c),
della legge, per le canne fumarie collettive
ramificate, nonchè per gli impianti di climatizzazione
per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità
frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;
f) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 1, lettera e),
della legge, per il trasporto e l'utilizzazione
di gas combustibili con portata termica superiore a 34,8 kW
o di gas medicali per uso ospedaliero e
simili, nel caso di stoccaggi;
g) per gli impianti di cui all'art. 1, comma 1, lettera g),
della legge, qualora siano inseriti in
un'attività soggetta al rilascio del certificato prevenzione
incendi e comunque quando gli idranti
sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento
sono in numero pari o superiore
a 10.
2. I progetti debbono contenere gli schemi dell'impianto e
i disegni planimetrici, nonchè una relazione tecnica
sulla
consistenza e sulla tipologia dell'installazione, della trasformazione
o dell'ampliamento dell'impianto stesso, con
particolare riguardo all'individuazione dei materiali e componenti
da utilizzare e alle misure di prevenzione e di
sicurezza da adottare. Si considerano redatti secondo la buona
tecnica professionale i progetti elaborati in conformità
alle indicazioni delle guide dell'Ente italiano di unificazione
(UNI) e del CEI.
3. Qualora l'impianto a base di progetto sia variato in opera,
il progetto presentato deve essere integrato con la
necessaria documentazione tecnica attestante tali varianti in
corso d'opera, alle quali, oltre che al progetto,
l'installatore deve fare riferimento nella sua dichiarazione
di conformità.
5. Installazione degli impianti
1. I materiali e componenti costruiti secondo le norme tecniche
per la salvaguardia della sicurezza dell'UNI e del
CEI, nonchè nel rispetto della legislazione tecnica vigente
in materia di sicurezza, si considerano costruiti a regola
d'arte.
2. Si intendono altresì costruiti a regola d'arte i
materiali ed i componenti elettrici dotati di certificati o
attestati di
conformità alle norme armonizzate previste dalla legge
18 ottobre 1977, n. 791, o dotati altresì di marchi di
cui
all'allegato IV del decreto del Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato 13 giugno 1989, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 171 del
24 luglio 1989.
3. Gli impianti realizzati in conformità alle norme
tecniche dell'UNI e del CEI, nonchè alla legislazione
tecnica
vigente si intendono costruiti a regola d'arte.
4. Nel caso in cui per i materiali e i componenti gli impianti
non siano state seguite le norme tecniche per la
salvaguardia della sicurezza dell'UNI e del CEI, l'installatore
dovrà indicare nella dichiarazione di conformità
la
norma di buona tecnica adottata.
5. In tale ipotesi si considerano a regola d'arte i materiali,
componenti ed impianti per il cui uso o la cui realizzazione
siano state rispettate le normative emanate dagli organismi
di normalizzazione di cui all'allegato II della direttiva n.
83/189/CEE, se dette norme garantiscono un livello di sicurezza
equivalente.
6. Per interruttori differenziali ad alta sensibilità
si intendono quelli aventi corrente differenziale nominale non
superiore ad 1A. Gli impianti elettrici devono essere dotati
di interruttori differenziali con il livello di sensibilità
più
idoneo ai fini della sicurezza dell'ambiente da proteggere e
tale da consentire un regolare funzionamento degli stessi.
Per sistemi di protezione equivalente ai fini del comma 2 dell'art.
7 della legge, si intende ogni sistema di protezione
previsto dalle norme CEI contro i contatti indiretti.
7. Con riferimento alle attività produttive, si applica
l'elenco delle norme generali di sicurezza riportate nell'art.
1 del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 93 del 21 aprile 1989.
8. Per l'adeguamento degli impianti già realizzati alla
data di entrata in vigore della legge è consentita una
suddivisione dei lavori in fasi operative purché l'adeguamento
complessivo avvenga comunque nel triennio previsto
dalla legge, vengano rispettati i principi di progettazione
obbligatoria con riferimento alla globalità dei lavori
e venga
rilasciata per ciascuna fase la dichiarazione di conformità
che ne attesti l'autonoma funzionalità e la sicurezza.
Si
considerano comunque adeguati gli impianti elettrici preesistenti
che presentino i seguenti requisiti: sezionamento e
protezione contro le sovracorrenti, posti all'origine dell'impianto,
protezione contro i contatti diretti, protezione
contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale
avente corrente differenziale nominale non
superiore a 30 mA.
6. Attività di normazione tecnica (omissis)
7. Dichiarazione di conformità
1. La dichiarazione di conformità viene resa sulla base
di modelli predisposti con decreto del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, sentiti l'UNI e il CEI.
2. La dichiarazione di conformità è rilasciata
anche sugli impianti realizzati dagli uffici tecnici interni
delle ditte non
installatrici, intendendosi per uffici tecnici interni le strutture
aziendali preposte all'impiantistica.
3. (abrogato dall'articolo 7, d.P.R. 18 aprile 1994, n. 392)
8. Manutenzione degli impianti
1. Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi
in servizio privato continuano ad applicarsi le
disposizioni di cui all'art. 5 della legge 24 ottobre 1942,
n. 1415
2. Per interventi di ordinaria manutenzione degli impianti
si intendono tutti quelli finalizzati a contenere il degrado
normale d'uso nonchè a far fronte ad eventi accidentali
che comportino la necessità di primi interventi, che
comunque
non modifichino la struttura essenziale dell'impianto o la loro
destinazione d'uso.
9. Verifiche
1. Per l'esercizio della facoltà prevista dall'art.
14 della legge, gli enti interessati operano la scelta del libero
professionista nell'ambito di appositi elenchi conservati presso
le camere di commercio e comprendenti più sezioni
secondo le rispettive competenze. Gli elenchi sono formati annualmente
sulla base di documentata domanda di
iscrizione e approvati dal Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato.
2. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, sentiti gli ordini e i collegi professionali,
sono adottati schemi uniformi di elenchi e di sezioni a cui
dovranno adeguarsi gli elenchi e le sezioni predisposti dalle
camere di commercio.
3. I soggetti direttamente obbligati ad ottemperare a quanto
previsto dalla legge devono conservare tutta la
documentazione amministrativa e tecnica e consegnarla all'avente
causa in caso di trasferimento dell'immobile a
qualsiasi titolo, nonchè devono darne copia alla persona
che utilizza i locali.
4. All'atto della costruzione o ristrutturazione dell'edificio
contenente gli impianti di cui all'articolo 1, commi 1 e 2,
della legge, il committente o il proprietario affiggono ben
visibile un cartello che, oltre ad indicare gli estremi della
concessione edilizia ed informazioni relative alla parte edile,
deve riportare il nome dell'installatore dell'impianto o
degli impianti e, qualora sia previsto il progetto, il nome
del progettista dell'impianto o degli impianti.
10. Sanzioni
1. Le sanzioni amministrative, di cui all'art. 16, comma 1,
della legge, vengono determinate nella misura variabile tra
il minimo e il massimo, con riferimento alla entità e
complessità dell'impianto, al grado di pericolosità
ed alle altre
circostanze obiettive e soggettive della violazione.
2. Le sanzioni amministrative sono aggiornate ogni cinque anni
con regolamento del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, sulla base dell'evoluzione tecnologica
in materia di prevenzione e sicurezza e della
svalutazione monetaria.
3. Le violazioni della legge accertate, mediante verifica o
in qualunque altro modo, a carico delle imprese installatrici
sono comunicate alla commissione di cui all'art. 4 della legge,
competente per territorio, che provvede all'iscrizione
nell'albo provinciale delle imprese artigiane o nel registro
delle ditte in cui l'impresa inadempiente risulta iscritta,
mediante apposito verbale.
4. La violazione reiterata per più di tre volte delle
norme relative alla sicurezza degli impianti da parte delle
imprese
abilitate comporta altresì, in casi di particolare gravità,
la sospensione temporanea dell'iscrizione delle medesime
imprese dal registro delle ditte o dall'albo provinciale delle
imprese artigiane, su proposta dei soggetti accertatori e su
giudizio delle commissioni che sovraintendono alla tenuta dei
registri e degli albi.
5. Dopo la terza violazione delle norme riguardanti la progettazione
e i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli
ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei
professionisti iscritti nei rispettivi albi.
6. All'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo
provvedono gli uffici provinciali dell'industria, del
commercio e dell'artigianato.
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